Napoli e Bari, indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis per bancarotta

2026-07-07
Napoli e Bari, indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis per bancarotta

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per bancarotta fraudolenta contro Aurelio e Luigi De Laurentiis, coinvolgendo debiti per 30 milioni di euro.

L'indagine sulla gestione finanziaria

I magistrati della Procura di Bari hanno avviato un'indagine che mira a ricostruire la gestione finanziaria relativa a operazioni societarie che hanno generato debiti stimati in circa 30 milioni di euro. Al centro dell'inchiesta figurano Aurelio De Laurentiis e suo figlio Luigi De Laurentiis, con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta.

Le attività investigative hanno portato le autorità della finanza a effettuare perquisizioni presso le sedi ufficiali del Napoli e del Bari. L'operazione mira a sequestrare documentazione contabile e flussi finanziari che possano chiarire la natura dei debiti accumulati e la gestione dei patrimoni societari.

Richiesta di fallimento societario

L'ipotesi accusatoria della Procura si concentra sulla gestione di passività ingenti che potrebbero aver compromesso la stabilità delle società coinvolte. In base alle risultanze preliminari, l'accusa ha formulato la richiesta per il fallimento della società calcistica interessata dal procedimento.

L'indagine si sviluppa su diversi fronti:

  • Verifica dei flussi di cassa tra le diverse entità controllate dal gruppo De Laurentiis.
  • Accertamento della correttezza delle operazioni di trasferimento di asset o capitali.
  • Analisi del rispetto degli obblighi contabili per prevenire il dissesto finanziario.

Contesto dell'operazione giudiziaria

Le perquisizioni condotte dalle forze dell'ordine hanno interessato i centri amministrativi dove vengono gestite le operazioni quotidiane dei club. Gli inquirenti stanno esaminando i registri contabili per determinare se vi sia stata un'intenzionalità nel provocare il dissesto o nel sottrarre risorse alla società.

Attualmente, i dettagli tecnici relativi ai singoli movimenti bancari non sono stati resi pubblici, ma la portata dell'indagine suggerisce un monitoraggio stretto sulla gestione dei capitali utilizzati per il funzionamento dei club calcistici e delle relative strutture societarie.

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